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Blitz di Faurecia sulla tedesca Hella, le azioni corrono. Nasce un gruppo da 23 miliardi ricavi

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)Faurecia sale alla Borsa di Parigi dopo l’annuncio dell’accordo per acquistare il gruppo tedesco Hella, specializzato nella componentistica elettrica ed elettronica per l’automotive, per far nascere un polo della componentistica con ricavi 2021 proforma stimati in 23 miliardi di euro con un margine ebitda superiore al 7%.

L’azionariato di Faurecia, a valle della distribuzione di azioni agli azionisti Stellantis (a seguito dalla fusione tra Peugeot e Fiat Chrysler), vede Exor come primo socio con il 5,5% seguito dalla la famiglia Peugeot al 3,2% e dal governo francese, attraverso Bpi con il 2,4%. A Francoforte le azioni Hella sono in ribasso ma comunque al di sopra del prezzo dell’opa a cui vanno aggiunti gli 0,96 euro del dividendo

Acquisto del 60% poi un’opa sul mercato

La struttura dell’operazione prevede che Faurecia acquisti il 60% di Hella dalla famiglia Hueck che controlla il gruppo tedesco per 3,4 miliardi di euro e un corrispettivo in azioni (pari a 13,57 milioni di nuovi titoli). In questo modo gli attuali soci di controllo di Hella deterranno complessivamente il 9% della nuova entità. Successivamente Faurecia lancerà un’opa sul mercato a 60 euro per azione per rilevare il restante 40%. Il deal valorizza Hella 6,7 miliardi di euro. In base a quanto annunciato, Faurecia finanzierà l’operazione attraverso linee di credito e cassa disponibile per 5,5 miliardi di euro a cui si affiancherà un aumento di capitale da 800 milioni. All’aumento aderirà la famiglia Hueck e si sono impegnati a sottoscrivere pro quota le azioni anche Peugeot 1810 e Bpi. Il comunicato non chiama in causa Exor che, come ipotizza Equita Sim, potrebbe quindi diluirsi intorno al 4,5% in linea con il fatto che la partecipazione potrebbe essere ritenuta “non core” dalla holding.

Sinergie di costo superiore ai 200 milioni

Le sinergie stimate a livello di costi e di ottimizzazione sono superiori 200 milioni di ebitda mentre l’impatto sui ricavi dovrebbe essere tra i 300 e i 400 milioni entro il 2025 con una ottimizzazione dei flussi di cassa di circa 200 milioni annui in media tra il 2022 e il 2025.Secondo Ubs sotto il profilo industriale l’aggregazione consente soprattutto a Faurecia di ridurre, a meno del 10%, la propria esposizione in termini di vendite ai prodotti legati ai veicoli a motore e, grazie alla limitata sovrapposizione con Hella, ad introdurre diverse linee di business nuove.

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Borsa: vendite su titoli oil, rallentamento Cina pesa sul greggio

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La prospettiva di un calo della domanda globale di energia, provocata in primo luogo dal rallentamento dell’economia cinese, penalizza i corsi del greggio e di conseguenza l’andamento dei titoli energetici sui listini azionari europei.

A livello continentale il sottoindice Stoxx del comparto perde 1,4% circa, mentre a Piazza Affari le vendite colpiscono in primo luogo Eni, Saipem e Tenaris. Nel resto d’Europa, a Parigi scivolano TechnipFmc e Tota, a Londra perdono terreno Bp e Shell, mentre a Madrid Repsol è maglia nera del paniere principale con una flessione dell’1,7%%. Oltre ai dati su produzione industriale e vendite al dettaglio inferiori alla previsioni, dalla Cina è emerso anche che la lavorazione di petrolio è scesa al livello minimo dal maggio 2020. In base ai dati resi noti dall’ufficio nazionale di statistica, i volumi di lavorazione sono calati dello 0,9% a luglio rispetto allo stesso mese del 2020 a 13,9 milioni di barili al giorno. Si tratta del primo calo dalla primavera 2020. Da inizio anno la produzione cinese di greggio è comunque in aumento dell’8,9% grazie alla ripresa delle attività post pandemia. Segnali di un rallentamento della domanda da parte della Cina erano arrivati nei giorni scorsi anche dai dati sull’importazione di petrolio.

L’industria petrolifera, oltre che alla crescita cinese e alla domanda di Pechino, guarda anche alla possibilità che un gigante del settore minerario come Bhp Billiton decida di uscire dal settore petrolifero vendendo le sue attività a Wooside Petroleum anche se sono diverse le opzioni sul tavolo per il riassetto e ancora non è stato raggiunto un accordo. Per gli analisti gli asset di Bhp valgono 15 miliardi di dollari.

Intanto le quotazioni del petrolio scendono in misura significativa. Il Brent per consegna ottobre è scambiato a 69,5 dollari al barile, il Wti settembre è sopra i 67 dollari al barile. Da inizio anno il Brent ha guadagnato il 36% circa, il Wti il 40%.

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Tinexta, le acquisizioni spingono il business Focus sui ricavi con la Pa

Aumentare in Italia ricavi con la Pubblica Amministrazione. Poi: da un lato integrare le recenti acquisizioni; dall’altro proseguire, unitamente all’evoluzione interna, con l’M&A. Sono tra i focus della strategia aziendale di Tinexta.

Conto economico ed M&A

Il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, di recente ha pubblicato i conti semestrali…

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Brembo a caccia di talenti in Silicon Valley: ecco il piano dell’Inspiration lab

Tesla, Microsoft e Google sono già il passato. Matteo Tiraboschi, vicepresidente esecutivo di Brembo, mette nel mirino del nuovo Brembo inspiration lab – il primo centro di eccellenza sperimentale del gruppo, che sarà attivo da fine anno nella Silicon Valley – soprattutto il sottobosco di start up e realtà di ultima generazione legate al mondo dell’elettrificazione e della guida autonoma, attive nel comprensorio californiano. «In Usa sono operativi i player tradizionali, e accanto a questi ci sono…

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Blackstone, Rcs tiene il punto ma c’è una polizza sugli illeciti

Contenzioso Blackstone-Rcs sul complesso immobiliare milanese di via Solferino-via San Marco: la Consob chiede a Rcs di integrare l’informativa contenuta nella semestrale e Rcs ribadisce di non aver ritenuto di dover provvedere ad accantonamenti a fronte dei danni reclamati dal fondo Usa. Il collegio sindacale, da parte sua, ha dichiarato di non aver avuto da obiettare a riguardo, mentre dalle risposte è emerso che la società si è cautelata, ma solo contro eventuali comportamenti illeciti degli amministratori…

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Zooplus +41% in Borsa dopo l’offerta da 2,8 miliardi di Hellman&Friedman

Zooplus, l’e-commerce dedicato ai prodotti per animali nato nel 1999, con sede a Monaco di Baviera, dirà addio alla Borsa dopo oltre 13 anni, passando sotto il controllo del private equity americano Hellman&Friedman, che ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto da 2,8 miliardi di euro. Secondo il fondatore e ceo di Zooplus, Cornelius Patt, così sarà più facile realizzare i nuovi progetti di crescita che saranno sostenuti finanziariamente, e nel lungo termine, da H&F. Agli investitori istituzionali, oggi tra i soci rilevanti, andrà una interessante plusvalenza, l’opa infatti a 390 euro per azione implica un valutazione diluita del patrimonio netto di circa 3 miliardi di euro, ovvero un premio del 50% sul prezzo medio delle azioni ponderato per il volume di tre mesi e del 34% ai massimi in chiusura di tutti i tempi.

Ma al mercato sembra non bastare e il titolo, quotato al listino Xetra di Francoforte, è schizzato in rialzo del 40% e ha chiuso con un guadagno del 40,7% a 392 euro. I manager che detengono il 5% e Maxburg Beteiligungen con il suo 9,94% hanno già assicurato il loro sostegno e complessivamente H&F ha avuto l’impegno alla sottoscrizione da parte del 17% del capitale ma ha già detto che si accontenterà del 50% delle adesioni.

Il cda ha già dato parere favorevole. «Con Hellman & Friedman, acquisiamo ulteriori competenze di settore, supporto pratico, flessibilità finanziaria e attenzione a lungo termine. Siamo convinti che l’attuale ambiente di mercato richieda una chiara focalizzazione sul lungo periodo dando priorità alla crescita sostenibile e agli investimenti che creano valore prima degli utili a breve e medio termine», ha commentato Patt.

«Riteniamo che questa transazione andrà a vantaggio in modo significativo dei nostri clienti, partner e dipendenti offrendo valore immediato ai nostri azionisti», ha aggiunto Karl-Heinz Holland, presidente del consiglio di sorveglianza di Zooplus. «Siamo nella posizione ideale per aiutare Zooplus a implementare le iniziative necessarie per adattarsi a un panorama di mercato sempre più competitivo con grandi piattaforme di e-commerce generaliste e catene di negozi di animali omnicanale ricerca di quote di mercato online. La nostra partnership strategica mira a consentire all’azienda di accelerare il ritmo degli investimenti», non solo nei prodotti ma nella logistica e nelle infrastrutture, hanno sottolineato da parte di H&F Stefan Goetz e Adrien Motte.

Il pet shop online tedesco negli ultimi anni è arrivato a competere con Amazon e ora vende in 30 paesi europei. Ha chiuso il 2020 con 1,8 miliardi di ricavi (+1,8%) e una redditività quintuplicata. L’obiettivo di vendite per il 2025 si attesta tra 3,4 e 3,8 miliardi di euro, con un margine Ebitda di almeno il 4 per cento.

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Finalmente il Nasdaq, Helbiz taglia il traguardo della quotazione

Debutto al Nasdaq, il listino tecnologico, per Helbiz, società italoamericana di micromobilità, guidata dall’amministratore delegato Salvatore Palella. Lanciata nel 2015 e con sede a New York City, Helbiz gestisce monopattini, biciclette e motorini elettrici su un’unica piattaforma in 35 città del mondo. La società ha annunciato di aver terminato l’operazione di business combination con la SPAC quotata in borsa GreenVision Acquisition Corp, che ha portato entrate di cassa per circa 24,5 milioni di dollari al lordo delle deduzioni per le commissioni dovute all’agente di collocamento e altre spese correlate all’offerta.

La quotazione consentirà a Helbiz di attuare il suo piano di espansione dei servizi di micromobilità in altre città d’Italia, d’Europa e degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, permetterà di sviluppare le attività legate alle altre linee di business del gruppo: Helbiz Kitchen con i suoi servizi di food delivery e Helbiz Media con i suoi servizi di live streaming, accessibili con le app del gruppo Helbiz.

«Il debutto al Nasdaq di Helbiz rappresenta una tappa importante, non solo per la nostra azienda, ma per tutto il settore della micromobilità, oggi in rapida crescita. Un’innovazione della mobilità, all’insegna della sicurezza, a supporto sia del servizio pubblico sia di quello privato. Questo ci consente di continuare ad andare incontro alle esigenze della mobilità relative al primo e ultimo miglio. Un’innovazione che tocca tutte le città del mondo e che soprattutto è a impatto zero sull’ambiente. Attualmente abbiamo una presenza internazionale in 35 città. Intendiamo continuare ad investire, in particolare in Italia, in relazione alla sicurezza, creando nuovi posti di lavoro e cercando talenti», ha commentato Palella.

Il valore totale delle risorse raccolte attraverso l’operazione di quotazione è di 29,5 milioni di dollari, interamente finalizzate a finanziare i piani di sviluppo della società. Di questi, 21,5 milioni sono stati raccolti nell’ambito di un collocamento riservato (PIPE) di 2.650.000 azioni ordinarie di nuova emissione. Al PIPE sono da sommare gli asset detenuti in trust di GreenVision, per complessive 2.308.551 azioni concambiate dagli azionisti della SPAC. Al momento della fusione, Helbiz avrà 29.454.428 di azioni in circolazione. Inoltre, saranno 10.787.500 i warrant outstanding: ogni warrant dà diritto al titolare di acquistare 1 azione ordinaria Helbiz a un prezzo tra gli 11,5 e 12,00 dollari. La durata dei warrant è quinquennale.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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Borse, Europa da record. Ottavo rialzo per Milano, prosegue il rally estivo

Mercati finanziari

In un quadro di prospettive di ripresa economica e arrivo dei fondi legati al Pnrr, il clima borsistico in Italia e nel resto del continente resta positivo

di Andrea Gennai

Continua l’ottimismo sulle Borse europee in quello che è in tutto e per tutto un rally ferragostano. Le Borse del Vecchio Continente nelle ultime sedute mostrano una forza maggiore rispetto agli States complici anche, probabilmente, i giudizi lusighieri di alcune case di investimento che giudicano Wall Street meno attrattiva in questa fase.

Ieri l’indice FTSE MIB ha messo a segno l’ottava seduta consecutiva al rialzo terminando con un progresso dello 0,3% poco sopra i 26.600 punti. Piazza Affari resta…

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Perché l’investitore consapevole può diventare un nuovo protagonista nella ricostruzione del Paese

La catastrofe umanitaria degli ultimi mesi ha portato gli investitori ad un ulteriore passo avanti nella sensibilità verso i temi dell’ambiente, della sostenibilità e del benessere delle persone. Quanti avevano finito con il catalogare l’acronimo ESG come una delle tante mode passeggere hanno dovuto ricredersi: l’attenzione dei grandi investitori verso questi temi è destinata a perdurare nei prossimi anni, grazie anche a legislazioni, prima fra tutte quella Europea, che diventeranno sempre più stringenti e coercitive in materia, rendendo le pratiche diffuse di “greenwashing”, sempre più difficili da simulare.

Il combinato disposto di pandemia e sensibilità ESG si sta trasformando in un’occasione strategica per realizzare un “re-shoring” intelligente, ripensando alle scelte di delocalizzazione ed agli orientamenti dei consumatori verso la “filiera corta” che consente di riprogettare l’intera “value chain” produttiva.

Questo tema di una supply chain più equa e sostenibile in tutta le sue diverse componenti rischia di avere impatti fortemente positivi anche su alcuni fattori che hanno contribuito al diffondersi di fenomeni di disuguaglianza sociale. Per effetto di questa somma di fattori di “accelerazione”, superata la crisi sanitaria, la fase post-pandemica si può rivelare come una fonte di grandi opportunità di cambiamento. Si tratta di un momento straordinario, per certi versi il più interessante dal dopoguerra, un periodo in cui, come spesso è successo nei momenti di ricostruzione, stiamo assistendo ad una maggiore convergenza tra finanza ed economia reale.

In questo scenario si va sempre più enfatizzando una sorta di “Investitore Consapevole” il quale, all’obiettivo di massimizzare il rendimento del proprio capitale desidera affiancare una maggiore consapevolezza sugli effetti che questo produce sull’economia reale e sul pianeta. È un tipo di Investitore sempre più disponibile a dedicare tempo ed attenzione ai suoi investimenti illiquidi o non quotati, nella consapevolezza della forte interattività tra il loro agire finanziario e gli effetti sociali, economici ed ambientali che ne derivano, una consapevolezza che è spesso il frutto di esperienze imprenditoriali in proprio.

La proliferazione dei numerosi club di investimento e la crescente attenzione verso le diverse forme di Venture Capital, sono la manifestazione più evidente di questo processo in atto. È un paradigma semplice, in cui l’importanza attribuita alla qualità dell’idea imprenditoriale assume un ruolo altrettanto importante rispetto al rendimento atteso, in cui l’Investitore Consapevole desidera svolgere un ruolo sempre più attivo nel processo di valorizzazione del proprio risparmio e che finirà con l’essere fondamentale nel processo di ricostruzione del paese.

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