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Bhp dice addio al petrolio e alla Borsa di Londra, crescerà nel potassio

Bhp cambia pelle per assecondare la transizione energetica e abbandona la borsa londinese. L’annuncio del delisting – un grave smacco per la capitale britannica, reduce da Brexit, che perderà il secondo titolo del listino per capitalizzazione – è arrivato a sorpresa in una giornata densa di novità per il colosso minerario australiano.

Bhp, che conserverà la quotazione a Sydney, non solo si è separata come previsto dalle attività nell’Oil & Gas ma ha approvato un maxi investimento da 5,7 miliardi di…

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ItWay vola in testa al listino spinta dalla controllata 4Science

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – ItWay festeggia il semestre della controllata 4Science e arriva nel corso della seduta a guadagnare oltre il 10% tanto da essere fermata in volatilità. 4Science è partecipata al 100% e consolidata nel bilancio di Itway, è specializzata nel mercato dei Big Data, dei Digital Repositories e dei Data Management Systems. La società ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con ricavi in crescita rispetto a un anno prima del 37% a 1,15 mln di euro, un gross margin in miglioramento del 36% a 1,05 mln e un ebitda in salita dell’82% a 401mila euro.

«Anche nel primo semestre di quest’anno 4Science ha registrato un trend di crescita importante confermando la crescita già registrata nel corso dell’esercizio 2020, malgrado la complessità del periodo dominato dalla pandemia da Covid», dice la nota. Al termine del semestre i progetti in corso di lavorazione sono oltre 70, «con un’ottima pipeline anche per il secondo semestre dell’anno». Oltre il 75% dei clienti di 4Science sono esteri, principalmente in Europa, Usa, Latam e Far East.

Nonostante il continuo impegno nell’investimento in R&D l’incidenza delle capitalizzazioni resta sotto il 20% dei ricavi totali. L’aumento dei ricavi è legato sia ai nuovi ordini che all’avanzamento di un importante progetto acquisito in Perù nel corso del 2020, una commessa governativa del valore di 1,3 mln di dollari «che avrà importanti sviluppi anche nel corso degli anni a venire, grazie ai finanziamenti della Banca Mondiale».

Inoltre, a fine giugno, 4Science ha rilasciato DSpace-CRIS 7, una piattaforma software rivolta agli istituti di ricerca, alle università e alla comunità scientifica. DSpace-CRIS è un sistema open source per la gestione delle informazioni di ricerca (CRIS/RIMS) utilizzato dalle istituzioni in tutto il mondo. DSpace-CRIS 7 rappresenta una nuova generazione di soluzioni di gestione della ricerca, in grado di fornire livelli di integrazione che non hanno precedenti, oltre a conformità e sicurezza del dato, nonché funzionalità e controllo avanzati di work flow per l’utente finale. Con la nuova piattaforma la società stima un aumento del fatturato di 2 milioni di euro entro i prossimi 18 mesi in aggiunta al piano già approvato.

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Bhp Group sale dopo i conti 2021 e annuncio maxicedola

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Balzo di Bhp Group alla Borsa di Londra dopo i risultati dell’anno fiscale 2021 e l’annuncio che le attività Oil & Gas saranno oggetto di una fusione con l’australiana Woodside Petroleum. I titoli salgono di oltre il 7%, con un massimo toccato a 2.504,5 pence, muovendosi in controtendenza con il listino inglese. A dare forte slancio alle quotazioni del gruppo è la notizia che sarà distribuito un dividendo di 2 dollari per azione, contro i 55 centesimi dello scorso anno.

Bhp Group ha chiuso l’esercizio 2020-2021 con un aumento dell’utile netto del 42% a 11,30 miliardi di dollari, registrando il suo miglior profitto annuale in quasi un decennio. I ricavi sono saliti del 42% a 60,817 miliardi. Inoltre, il gruppo ha annunciato che venderà le sue attività petrolifere a Woodside Petroleum, in un’operazione in azioni con prevista fusione. Bhp Group è stata sottoposta a crescenti pressioni per ridurre la sua esposizione ai combustibili fossili e ha già venduto alcune attività nel settore del carbone. A seguito dell’emissione di azioni associata all’operazione, Woodside sarà posseduta al 52% dagli azionisti esistenti e al 48% dagli azionisti di Bhp. Le aziende prevedono risparmi annuali di oltre 400 milioni di dollari. Il gruppo, oltre all’accordo con Woodside Petroleum, ha annunciato anche che porrà fine alla sua doppia quotazione a Londra e ai detentori delle sue azioni alla Borsa inglese verranno assegnate azioni della Australian Ltd su base uno per uno.

Gli analisti di Ubs hanno confermato il giudizio “Neutral” sul titolo con target di prezzo a 2.000 pence, inferiore alle quotazioni attuali. Per gli esperti della banca svizzera, l’alto dividendo è un fattore di appeal nel breve termine ma più a lunga scadenza il prezzo dei minerali ferrosi è visto come un fattore di vulnerabilità. L’operazione di uscita dal settore Oil è vista positivamente in ottica Esg, anche se restano dubbi sui possibili altri canali di sviluppo e sull’operazione di uscita dalla Borsa di Londra.

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Settore viaggi sotto pressione in Europa, preoccupa la variante Delta

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La diffusione della variante Delta del Covid-19 mette sotto pressione il settore viaggi in Europa. Il sottoindice Eurostoxx 600 è il più penalizzato dagli scambi nel Vecchio Continente. Risentono della situazione la maggior parte dei titoli del comparto, dalle compagnie aeree, alle catene alberghiere. A Parigi, sul Cac40 in calo Accor, quando – fuori dal paniere principale – è debole anche AirFrance-Klm. In calo anche Adp (Aeroporti di Parigi), che perde un punto percentuale.

La società che gestisce gli scali della capitale francese ieri ha pubblicato i dati sul traffico passeggeri per il mese di luglio 2021, quando è stato toccato il livello più alto dall’inizio della pandemia, anche se il numero dei viaggiatori è ancora pari alla metà di luglio 2019. Alla Borsa di Madrid, Melia Hotels perde quasi due punti come Iag (casamadre di Iberia e British Airways). Iag è in calo anche alla Borsa di Londra. Sempre a Londra, Easyjet è in flessione di meno di un punto ma il calo pesante è quello di Tui, in forte perdita pure a Francoforte. Segno meno per la tedesca Lufthansa, che estende la debolezza già registrata alla vigilia, quando è stato annunciato che lo stato tedesco ha iniziato la vendita di una parte della sua quota nel capitale della compagnia aerea.

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Authority europea dei mercati, è ancora Italia-Germania per la presidenza

Per nominare il nuovo presidente dell’Eiopa, l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, è bastato un mese. Il nome di Petra Hielkema ha messo d’accordo tutti e così l’attuale direttore della vigilanza assicurativa della Banca centrale olandese si insedierà al vertice dell’Authority settoriale europea il prossimo primo settembre. Non così liscia sta andando la nomina del nuovo presidente dell’Esma, l’Authority dei mercati europea, per la quale sono rimasti di…

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Giovanna Dossena: «La sostenibilità solo con rendimenti collegati a progetti industriali reali»

«Il rendimento non può venire solo dalla finanza, i fondi devono favorire progetti che generino valore nel lungo termine. Occorre che il rendimento finanziario sia collegato a un progetto reale». Giovanna Dossena, professoressa ordinaria all’Università di Bergamo e ceo e presidente di Avm Gestioni, crede ormai tramontata una finanza basata solo sui rendimenti per i venture capital e soprattutto per i private equity. È il momento di costruire per il futuro: «Noi fondi non siamo soggetti al confronto quotidiano con il mercato come le imprese quotate. Abbiamo un altro orizzonte temporale e non dobbiamo perdere l’occasione di allocazioni a lungo termine. Non dobbiamo dimenticare che siamo un capitale privato destinato a generare valore nel medio e lungo termine. Se ci sono sottoscrittori che non aderiscono a questa missione bisogna avere il coraggio di non accettarli. Gli investitori devono capire che questa categoria di investimento deve essere un’allocazione efficace ma sostenibile».

Dossena ha fondato Avm Gestioni nel 1995 e ha partecipato a oltre 50 transazioni per un valore totale di oltre 400 milioni di euro. Membro del cda di Brembo dal 1992 al 2014, è tuttora esponente del comitato scientifico del Parco tecnologico KilometroRosso e direttrice dell’Entrepreneurial-Lab E-Lab – centro di ricerca focalizzato sull’analisi del comportamento imprenditoriale. Conosce gli imprenditori e ha imparato con il tempo a capire la loro visione. «Un imprenditore vero, che non necessariamente ha generato l’impresa, di natura ha una prospettiva dedicata al domani. Vuole la sua impresa più grande e di successo» sottolinea la ceo di Avm, proseguendo: «Nel momento in cui faccio un buyout ho generato un risultato finanziario, ma nel momento in cui faccio un’aggregazione ho generato un beneficio per tutto il sistema. La prima operazione si fa tecnicamente, mentre la seconda costa più lavoro e richiede tempo per poterne vedere i risultati. Ho sempre avuto a che fare con gli imprenditori: se gli racconto il buyout si annoiano se gli racconto dell’acquisizione si accendono. Si può affiancare tutta l’enorme finanza che abbiamo a disposizione ad un progetto reale. Non possiamo essere autoreferenziali».

Ma da dove riparte il private equity dopo la pandemia? «Il 2021 per noi, come tutti gli anni di ripresa e di rimbalzo, è un anno in cui si muovono molte cose. Ci sono tante imprese in vendita, ma i multipli che non scendono soprattutto in settori del futuro. E portare le risorse dove si renderanno necessarie in prospettiva è un altro fattore della sostenibilità. Il problema è che la finanza di tutto il mondo sta guardando in questa direzione, quindi alcuni settori hanno multipli in rialzo: cura della persona dal cosmetico al biomedicale, alimentare, tecnologie abilitanti».

Avm Gestioni ha attualmente tre fondi in raccolta: il fondo Impact lanciato a marzo 2020 ha raccolto 50 milioni da investire in società che abbiano finalità sociali definite ex ante, costantemente monitorate e che portino un beneficio effettivo alla collettività; il fondo Talent II – Life Essentials Made in Italy lanciato nel giugno 2019 ha raccolto 100 milioni e investe con un focus sul food & beverage, health & beauty, applied technology; il fondo Cydero lanciato ad ottobre 2020 ha come obiettivo 100 milioni da investire in società operanti nei settori robotica, artificial intelligence e cyber security.

Per la ceo e presidente di Avm c’è da imparare dal passato, per costruire un futuro più sostenibile. «Abbiamo declinato il nostro pensiero di sostenibilità – conclude Dossena – nel supporto alle strategie competitive, industriali e politiche che il Paese vorrà intraprendere. Il sostenibile è autopropulsivo, favorisce lo sviluppo nel tempo, ma per questo ci vuole smart capital, non capitale impaziente, che alla lunga non è sostenibile. È l’impazienza dei capitali che ha creato una finanza insostenibile».

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Pechino limità la libertà di azione delle big tech, i titoli cadono in Borsa

Le vendite nei titoli tecnologici cinesi sono andate avanti per la quinta seduta consecutiva, in seguito alle ultime mosse della State Administration for Market Regulation, l’autorità di Pechino che da mesi ha messo nel mirino le grandi società operanti sul web, dal settore dell’e-commerce al fintech fino ai giochi e al ride-hailing (si pensi alla stretta sul gigante del settore Didi Global subito dopo la quotazione a New York). L’Hang Seng Tech Index è sceso fino al 3,7% chiudendo poi a -2,57% (contro un calo dell’1,85% dell’indice principale di Hong Kong), dopo che il regolatore del mercato cinese ha reso pubblica una nuova versione, anche se non definitiva, di un pacchetto di regole che vietano la concorrenza sleale.

Baidu e NetEase hanno perso oltre il 5% mentre Alibaba Group e Tencent Holdings sono scese di almeno il 4%. Ciò ha seguito il selloff di lunedì nelle società cinesi di giochi online sulla scia delle critiche dei media statali al settore, che si sono riflesse sul mercato americano quando la Securities and Exchange Commission ha messo in guardia sui rischi dell’investimento in azioni cinesi.

Le proposte ad ampio raggio rilasciate martedì arrivano dopo che il ministero dell’Industria tecnologica del Dragone ha lanciato una campagna il mese scorso volta a sradicare una serie di comportamenti ritenuti dannosi per i clienti. La bozza, soprattutto, impone il divieto di utilizzare algoritmi o recensioni false per promuovere beni e servizi. Oltre a comportamenti espressamente vietati come accordi di esclusività forzata, alle aziende non sarà inoltre consentito utilizzare escamotage per interferire con le operazioni delle piattaforme rivali o rendere intenzionalmente tali servizi incompatibili con i propri. Quest’ultima regola potrebbe costringere giganti come Tencent e Alibaba a smantellare i loro ecosistemi recintati che avevano impedito agli utenti di accedere ai servizi di una società dalle piattaforme dell’altra.

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La rivincita del lusso: il semestre dei colossi vale (molto) più del 2019

Non ci sono medie di Trilussa nell’alta gamma. In altri segmenti del sistema moda situazioni estreme convivono e convergono in un unico dato, perché ci sono aziende che vanno male, alcune che resistono e altre che vanno bene. Un po’ come il Pil del nostro Paese, che riunisce in un singolo indicatore settori e filiere in forte ripresa con situazioni stagnanti o persino di crisi. Per il lusso il dato sui ricavi e la redditività del primo semestre 2021, più che una media dei risultati di aziende e gruppi…

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Tesla: Usa aprono indagine su sistema pilota automatico. Coinvolte 765mila vetture

La National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l’agenzia governativa statunitense che si occupa di sicurezza stradale, ha aperto un’indagine formale su Tesla Autopilot, il sistema di guida parzialmente automatizzato di livello 2 della società di auto elettriche di Elon Musk.

L’agenzia, in un comunicato pubblicato sul suo sito, ritiene che l’Autopilot abbia difficoltà a riconoscere i veicoli in sosta d’emergenza. Dal 2018, la Nhtsa ha identificato 11 incidenti in cui delle vetture Tesla con l’Autopilot o il Traffic Aware Cruise Control (Tacc, il sistema di controllo automatico della velocità che fa parte del pacchetto Autopilot) inserito hanno colpito veicoli fermi, che segnalavano la loro presenza con le luci accese o il triangolo di emergenza. L’indagine riguarda le Model Y, X, S e 3 prodotte dal 2014 al 2021. Si tratta di 765 mila vetture, quasi tutti vendute negli Usa. Dopo la notizia, il titolo di Tesla quasi il 5%; nell’ultimo mese ha guadagnato il 6%, dall’inizio dell’anno è in ribasso dell’1,6%.

Il governo americano ha aperto una indagine formale sul sistema di pilota parzialmente automatico della Tesla (autopilot) dopo una serie di incidenti (11) con veicoli di emergenza, che hanno causato un morto e 17 feriti. A fine giugno in Cina Tesla era stata costretta a un aggiornamento software su 285mila veicoli, quasi l’intera produzione di un anno. Improvvise accelerazioni, dovute a mancanza di un avviso acustico per l’inserimento o disinserimento del Tacc, avevano fatto perdere il controllo del mezzo ad alcuni conducenti.

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